Shiatsu in gravidanza

Lo Shiatsu durante la gravidanza

La gravidanza è un momento estremamente particolare della vita di una donna, durante questo periodo la donna si trova a dover rielaborare i propri vissuti di figlia per poter accettare consapevolmente il suo nuovo ruolo di madre e offrire al figlio il meglio di sé.

Lo Shiatsu, oltre ad essere utile per un riequilibrio generale dell’organismo, è molto indicato in gravidanza. Migliora l’umore, stimola la produzione di endorfine e prepara la mamma al parto e ad entrare in relazione con il proprio bambino.

La gravidanza è un momento in cui il corpo della donna si adatta alle necessità del feto. Ecco quindi cambiare l’assetto della struttura muscolo-scheletrica, i tessuti tendersi per accogliere l’aumento di peso, il sistema ormonale influire sullo stato emotivo. Accompagnare la donna in questo periodo è molto gratificante, ma anche impegnativo perché il trattamento è doppio, essendo rivolto alla madre a anche al figlio.

Nell’affrontare il trattamento della donna in gravidanza portiamo attenzione a tre zone che risultano essere le più interessanti e nelle quali riscontriamo gli effetti dei mutamenti nel corpo. Queste zone sono strettamente correlate con i cambiamenti in corso, ma sono anche “luoghi” dove possiamo instaurare un dialogo tattile con il nascituro, arricchendo la nostra esperienza professionale di nuove sensazioni e percezioni.

Lo Shiatsu in gravidanza non differisce molto dallo Shiatsu comune. La differenza sostanziale è nella particolare condizione in cui si trova la persona che riceve il trattamento. 

La donna in gravidanza si apre alle modalità arcaiche di comunicazione e al suo sapere antico. Il praticante deve entrare in contatto con l’energia della madre. Praticando lo Shiatsu, “agiamo da mediatori”: è l’energia dell’altra persona che decide di cambiare oppure no.

Uno dei principi più importanti è la relazione tra la donna e l’ostetrica. Le sensazioni che si provano praticando lo Shiatsu verranno trasmesse alla madre: se ci si sente tesi o poco sicuri, lei vivrà le stesse tensioni e la stessa insicurezza. Se l’energia del praticante non scorre nemmeno quella della madre scorrerà bene. È necessario perciò che l’operatore impari ad utilizzare il proprio corpo in modo da rendere lo Shiatsu rilassante.

È bene verificare come si sente la madre per avere un riscontro immediato e per svolgere un lavoro sicuro. In questo modo il ricevente partecipa in modo nuovo e coinvolgente alla scoperta di se stesso, attraverso il recupero della percezione della propria struttura energetica.

Per agire localmente nei diversi periodi della gravidanza, la pressione va calibrata adeguandola alle fasi e alle necessità della ricevente.

Nel primo trimestre di gravidanza la pressione va mantenuta leggera e sostenente: intensità di pressione da adottare è simile a quella necessaria per reggere una coppa piena d’acqua controbilanciando la forza di gravità. Nel secondo trimestre e nella prima parte del terzo, la pressione diventa più profonda e stimolante , coinvolgendo anche l’energia del feto.

Talvolta le pressioni profonde negli spazi intervertebrali riscontrano una contropressione scarsa e una consistenza molle.
Le pressioni devono essere effettuate con lentezza assestando il peso nei vari spazi intraossei.

In questo periodo talvolta è possibile percepire tensione e attività nella zona sacrale ed è opportuno lavorare con maggiore leggerezza ma a lungo, portando il peso fino a che si realizza il contatto tra pressione e contropressione e successivamente mantenendo una pressione costante accompagnata da leggere spinte oltre la soglia di contatto: ciò favorisce la regolarizzazione e l’ammorbidimento della zona.

Verso il termine di gravidanza, il trattamento diventa un accompagnamento al parto. La pressione è più leggera rispetto a quella della seconda fase ma più penetrante di quella che si esercitava nel primo trimestre; è una pressione di attesa e di accompagnamento, in cui il contatto non è mantenuto a lungo, ma viene intercalato dal contatto con altre parti del corpo, trattando più volte la stessa zona si da uno stimolo simile al ritmo delle contrazioni uterine.

È utile trattare la zona sacro coccigea, mantenendo il contatto con una pressione sostenente per qualche minuto e poi spostarsi su altre zone, come spalle o gambe.

Ritornare quindi 2 o 3 volte sulla parte sacrale. Si può svolgere questo lavoro una volta a settimana durante la gravidanza e più frequentemente man mano che ci si avvicina al giorno del parto.