Comunicazione non verbale
Gli esseri umani non comunicano solo verbalmente ma utilizzano i gesti, la mimica facciale e la postura. Uno sguardo, con sopraciglia all’insù e gli angoli della bocca verso il basso, è un segnale di tristezza si può così associare determinate posture a determinati stati d’animo. Una persona con le spalle molto ricurve trasmette insicurezza, paura. Una postura eretta, con spalle dritte e in asse, trasmetterà sicurezza.
Una camminata rilassata trasmette più depressione rispetto a quando si saltella perché si aumenta il livello di energia. Cambiando solo il modo di camminare si può aumentare o diminuire l’umore e quindi cambia anche la postura della persona. Ne deriva un codice inconscio, sul quale possiamo agire lavorando sulla consapevolezza del nostro corpo
Secondo studi di un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto è emerso che stare dritti con la schiena aiuta a sopportare meglio il dolore sia fisico che mentale. Altro dato interessante è il fatto che guardare una persona con un portamento eretto aiuta a diminuire il dolore.
Il linguaggio del corpo, postura compresa, influenza il modo con cui gli altri ci vedono, ma può anche cambiare il modo in cui noi vediamo noi stessi.
Avere una postura di sicurezza, anche quando non ne abbiamo, possa influire sui livelli di testosterone e cortisolo nel cervello e anche sulle nostre possibilità di avere successo.


