Metaprogrammi
Un metodo per rendersi conto delle reazioni umane consiste nel parlare a un gruppo di persone e notare le reazioni diverse dei singoli alla stessa realtà.

I Metaprogrammi sono mappe delle mappe, cioè dei filtri che utilizziamo per decidere a cosa prestare attenzione e cosa eliminare. Capire i meta programmi di una persona significa comprendere perché quel soggetto compie determinate scelte, dice determinate cose, giunge a determinate conclusioni, si comportano in quel certo modo.
Avvicinamento oppure fuga
Ogni comportamento umano si concentra sull’impulso di assicurarsi un piacere oppure di allontanarsi del dolore.
Il primo viene messo in pratica da soggetti che sono motivati dai risultati e dai risultati e dai benefici e agiscono per ottenerli. Pieni di energia e iniziativa, fiduciosi e credono che “volere sia potere”, “io voglio e posso ottenerlo”, “voglio fare carriera”. Un esempio: leggere un libro per il piacere di farlo oppure per la paura di essere considerato un incolto.
Il secondo comportamento è attuato da persone che si concentrano sulla possibilità che le cose finiscano male. Sono persone abili a riconoscere potenziali pericoli ma spesso rifiutano buone opportunità per timore dei rischi connessi. Agiscono poco oppure fanno tutto all’ultimo momento, proprio se devono, dicono “ho dovuto lasciar perdere”, “devo andare in palestra altrimenti diventerò una balena”. Un esempio: salire a piedi usando le scale per il piacere dell’esercizio fisico oppure per paura dell’ascensore.
Orientamento al dovere oppure possibilità
Ci sono individui che orientano le loro scelte sulla base dei doveri da compiere o necessità da soddisfare. Hanno una struttura mentale rigida , metodici, seguono le regole e affrontano la vita dedicando poco tempo a se stessi. Dicono: “prima il dovere poi il piacere”, “è assolutamente necessario”. Esempio: l’istruzione è un’incombenza necessaria per poter avere un buon lavoro.
All’opposto sono le persone che orientano la loro vita sulle possibilità, agendo non in base a ciò “che si deve fare” ma a ciò “che si desidera fare”. Dicono: ho voglia di provare a fare”. Esempio: la festa aziendale è un’incombenza necessaria per avere un buon lavoro.
Riferimento interno oppure esterno
Chi ha un metaprogramma interno colloca se stesso al centro del mondo. Non ha bisogno ne di approvazioni ne di disapprovazioni. Non si perde d’animo e non si fa manipolare, Dicono: “chi fa da se, fa per tre”. Esempio: Katia e Loredana si trovano in autostrada e hanno bucato una gomma. Proviamo a fare da sole?
Chi ha un metaprogramma esterno mette gli altri al centro dell’attenzione, difficilmente sa dire di no a una richiesta. Chiede consigli, è socievole, cerca amici simili a se stesso. Dicono: “che cosa ne pensi?”. Esempio: “Vieni ad ascoltare questa conferenza, il tema è interessantissimo, lo hanno detto anche i miei amici” .
Indipendenti, cooperativi e prossimali
Indipendente: è una persona che preferisce operare per conto proprio, ha grande capacità di concentrazione. Dicono: “puoi occuparti di questa parte del progetto in modo individuale, utilizzando tutte le tue capacità”.
Cooperativo: lavora in team e i risultati sono del gruppo. Usa spesso la parola “noi”. Dicono: “questo è un progetto in cui il contributo di ognuno è indispensabile”.
Prossimale: sceglie di fare le cose insieme agli altri, ma vuole avere compiti e responsabilità definite.

