Shiatsu e bimbi

Lo Shiatsu ed i bimbi

Il contatto e la carezza sono bisogni primari dell’essere umano.
«È attraverso la pelle che diventiamo esseri in grado di amare».

In genere, quando si pensa ai bisogni primari dell’essere umano, ci si dimentica che uno dei principali, sin dai primi giorni di vita, è quello del contatto. Le ricerche sulla formazione della vita nel periodo intra-uterino hanno dimostrato quanto il bisogno emotivo di contatto sia una necessità fondamentale sin dai primi giorni di vita del feto. Il sistema nervoso e quello tegumentario (pelle e annessi cutanei) si formano dallo stesso foglietto embrionale: l’ectoderma.

Questa origine comune fa sì che esista tra i due sistemi una stretta relazione e che già il feto presenti un’enorme sensibilità alla stimolazione tattile. «A otto settimane di vita» riporta l’antropologo e saggista inglese Ashley Montagu1 «un embrione lungo appena tre centimetri, se stimolato con una punta smussa sul labbro superiore o sulle ali del naso, è in grado di rispondere inarcando il collo e il tronco per sfuggire alla fonte della stimolazione».

Dimostrazione che il senso più strettamente associato con la pelle, il tatto, è il primo a «formarsi» a livello embrionale: primo ponte di collegamento tra il nuovo essere e il mondo esterno. Secondo i principi dell’embriologia una funzione vitale è tanto più importante quanto più precocemente si sviluppa. Essendo l’organo della pelle e il senso del tatto fra i primi a formarsi nell’embrione possiamo comprendere come, anche dal punto di vista neurofisiologico, la funzione del contatto sia un bisogno primario dell’uomo.

Proprio queste sono le sensazioni che prova il bambino è quello che succede nella raltà. Nasce il bambino dopo essere stato per nove mesi al calduccio, non ha mai sentito ne la fame ne il freddo, ha già lo stress della nascita e bisogna lasciarlo li da solo, al freddo (per lui) e più che altro alla solitudine.

Ci portiamo avanti questo incubo di quello che ci hanno sempre detto “mi raccomando di non viziarlo, di non prenderlo in braccio”, incubo che ci portiamo dentro da generazione in generazione appunto di non viziare il bambino, che se lo tieni in braccio poi chissà cosa vorrà mai. Semplicemente vuole essere tenuto in braccio quando è piccolo, poi quando cresce sarà il primo a dire ciao Mamma, ciao Papà, me ne vado per la mia strada, se lo teniamo in braccio.

Se non lo teniamo per la paura invece, questo amore mancato, lo tiene appiccicato la mamma o al papà. Se invece rispondono alle esigenze e alle domande del neonato si creano le sicurezze del bambino, le sicurezze del mondo di quando diventerà adulto, di quando diventerà un uomo. Purtroppo, questa mentalità è difficile da togliere.

E’stato fatto uno studio nel 2013 di come si trasmettono le carezze, che hanno un circuito diverso da tutti gli altri circuiti sensoriali. Dieci anni fa è partito uno studio di una donna che aveva avuto una malattia che praticamente non aveva più il tatto: la pizzicavi, le davi uno schiaffo non sentiva però sentiva la carezza. Questo ha fatto capire che ci sono delle vie di trasmissione che sono diverse, che sono uniche.

Così è partito questo studio che chiamano “I neuroni delle carezze”.

Innanzitutto, i movimenti devono essere molto lenti e questa rete di trasmissione è più lenta di quella normale. Quella normale è 60 metri al secondo, questa è 1 metro al secondo, è quindi una via diversa. Masunaga nei suoi studi parlava di sensibilità primitiva e sensibilità differenziata: noi sappiamo dei nostri 5 sensi, ma abbiamo il senso dell’equilibrio, il senso della fame, e tanti altri sensi.

Masunaga chiama “sensi primitivi” proprio tutti quei sensi che riguardano la sopravvivenza.

Se ci capitasse un incidente e venisse tagliato qualche senso i primi a riformarsi sarebbero proprio quelli primitivi per la sopravvivenza, perché possiamo vivere se non possiamo mettere in ordine una stanza, ma non potremmo vivere se non avessimo il senso della fame.

Masunaga quindi insiste molto sul lavoro dello Shiatsu per lavorare con la sensibilità primitiva e d’altra parte l’ascolto dell’energia, l’ascolto dei meridiani, questo è proprio legato con quello che noi comunemente chiamiamo il 6° senso così come quando diciamo “ho sentito ……” e qualcuno ci chiede “come hai fatto a sentire ….”, noi razionalmente non riusciamo a spiegare, a dare una risposta. Oppure quando pensiamo ad una persona e dopo poco ci chiama o la incontriamo per strada, quella sensibilità che ci da l’aiuto alla vita però senza saperla identificare.

Tutto questo è sensibilità primitiva, tutto il resto è sensibilità differenziata legata alla razionalità. Quando Masunaga ci diceva di lavorare con la sensibilità primitiva era di entrare in quest’ottica senza arrivare appunto a studiare questi neuroni, che è più lento, Masunaga c’era arrivato prima, proprio con la sua sensibilità primitiva.

Sempre quando lavoriamo con lo shiatsu dobbiamo privilegiare questo tipo di sensibilità, è logico che quando andiamo a lavorare i bambini, questa sensibilità sarà ancora più importante. Quando noi non sappiamo come trattare il nostro bambino, basta fare un passo in dietro e utilizzare la nostra sensibilità primitiva lo sappiamo eccome. Se il nostro bambino ha voglia di correre e di saltare, non è quello il momento di fargli shiatsu, dobbiamo aspettare o creare il momento.

Si unisce quindi l’importanza della carezza, neuroni che trasmettono questi messaggi in un modo diverso, quindi useremo per trattare i bambini uno “Shiatsu Carezza”

Riprendendo il discorso che tutti siamo stati bambini, ma non tutti hanno ricevuto, o meglio cresciuti, come avrebbero voluto loro. Tempi addietro i bambini venivano fasciati, quindi immaginiamo cosa è mancato loro, o quelli che i genitori per paura di viziarli non li hanno abbracciati, accarezzati o presi in braccio, con queste regole da “campo di concentramento”.

Un bambino che è inerme che il suo unico strumento che è il pianto, vive l’attimo presente, noi razionalizziamo, ma il neonato non lo fa, quel momento di disagio è una disperazione è per sempre, non è adesso, quindi è una disperazione più grande.

L’aver vissuto in simbiosi con la mamma dentro il sacco e di essere in continuo movimento rafforza il sistema nervoso. Le mamme anche in gravidanza per minaccia d’aborto che vengono costrette a riposo, succede che il bambino può avere dei problemi, il sistema nervoso non è ben sviluppato, è carente, è mancato il movimento. La cosa assurda che facciamo noi è di mettere il bambino nella sua culla, in una cameretta da solo, quando lui per 9 mesi ha avuto tutti gli stimoli della vita, era in mezzo alla vita, alle persone, è proprio un controsenso, una cosa assurda.

Ricordiamoci noi operatori, che se noi siamo abituati a trattare l’adulto o il ragazzo grandino, per il neonato dobbiamo insegnare alla mamma il trattamento perché il contatto aiuta nel rapporto di comunicazione che avviene tra la mamma, il papà e il neonato.

E’ da privilegiare il lavoro fatto ai genitori soprattutto nei casi in cui il bambino non si conosce e se non ha qualcosa di rilevante da trattare, si va prima sui genitori in modo che ci sia un mezzo di comunicazione. Prima di conoscere lo shiatsu eravamo analfabeti per quanto riguarda il modo di comunicare attraverso il contatto, il sentire se in una parte del corpo c’è tensione, se il muscolo è rilassato. Dopo l’aiuto che diamo un po’ lo capiscono così hanno un modo di comunicare. Il bambino attraverso il contatto si rilassa e la mamma e il papà riescono a sentire la risposta, perciò c’è proprio la comunicazione.

Il consiglio è trattare il bambino prima che abbia le coliche, quando sta bene, perché così è legato ad un momento di piacere. Non aspettare quando il neonato ha la colichetta o il mal di pancia per trattarlo perché non è più legato ad un momento di piacere. Se io lo tratto abitualmente quando il neonato ha disturbo, associa al trattamento come un momento di piacere, ad una cosa positiva. Anche questo aiuta logicamente. Il cordone ombelicale che continua anche dopo la nascita, nonostante sia stato reciso, la relazione tra mamma e bimbo continua anche in età adulta si sente la sua esistenza.

Noi come operatori shiatsu sappiamo l’importanza del contatto, di lavorare sulla pelle, e lavorando sulla pelle andiamo a stimolare il sistema nervoso, quindi al rilassamento.

Attraverso il movimento, si sviluppa il sistema nervoso. Nel bambino cambiano tutte le modalità rispetto ad un adulto: l’adulto è steso a terra e sta fermo: il neonato lo si può tenere in braccio, camminare e intanto massaggiargli i piedini. Quindi è quasi impossibile non avere tempo di fargli un piccolo trattamento. Con tutte le ore che si tiene in braccio . . .