Come si fa la MOXA
Si fa la Moxa se si deve scaldare, accentuare o attivare un punto. Sostanzialmente si crea una sollecitazione.
Questa viene fatta in 4 modi diversi a seconda della zona e dalla precisione con cui la dobbiamo fare.
MOXA INDIRETTA
Il materiale combustibile non è a diretto contatto con la cute, ci si avvicina solo quanto basta per non provocarvi danno.
Il calore si trasmette per convezione.
Si utilizza prevalentemente il sigaro gao.
MOXA MEDIATA
Si utilizza quando bisogna fare la Moxa in quelle parti del corpo delicate dove non possiamo andare direttamente con
il combustibile e quindi interponiamo un mediatore. Nell’antichità si usavano le pelli di rospo o serpente o aglio.
MOXA DIRETTA
A diretto contatto con la cute, il materiale combustibile è posizionato direttamente sulla pelle. Si utilizza prevalentemente la lana di Artemisia opportunamente confezionata in piccoli coni.
Scopri di più …MOXA CON CASSETTA
La Moxa con la cassetta lavora a livello energetico e basta. Non lavora per punti, ma per zone e quindi stabilisce e da degli stimoli energetici che si riperquotono su tutto l’organismo.
Scopri di più …I cinesi hanno introdotto due tipi di trattamento con il sigaro. Come facciamo a scaldare un punto? Tovato il punto da Moxare incendiamo il sigaro e poi il sigaro viene mantenuto in mano come se fosse una matita e le dita sotto fanno da distanziatore rispetto il punto di appoggio perché è molto importante avere sempre la stessa distanza dal punto di appoggio, 700° minimo un centimetro e mezzo, se siamo troppo lontani non serve a niente, se siamo troppo vicini scaldiamo troppo velocemente e ci dobbiamo staccare.

Tonificazione – Dispersione
Noi ci avviciniamo al punto e sostanzialmente all’inizio scaldiamo
solo e basta senza fare niente. Questa è la prima tecnica basilare,
cioè si scalda il punto. I cinesi producono due modelli uno di tonificazione e uno di dispersione che però sono molto approssimativi. Se io faccio un movimento di tipo circolare
orario tonifico. Se faccio un movimento circolare di tipo antiorario
disperdo.
Questa è una tecnica relativamente legata al calore ma è simbolica
destrorso Cielo Posteriore, sinistrorso Cielo Anteriore.

Beccata
Invece poi una possibilità di scaldare il punto che prende il nome di beccata, cioè io posso scaldare il
punto utilizzando il sigaro a beccata di uccello o beccata di passero. SI mantiene sempre una distanza di un centimetro e mezzo e la differenza sta nel fatto che con il sigaro mi avvicino, scaldo e mi allontano. Il calore così entra poco per volta e interagisco con il punto facendo degli input di calore regolari ma molto brevi.

Tecnica delle 2 dita
All’inizio tutto questo però si fa mettendo le nostre due dita mano
sinistra indice e medio aperti a V a lato del punto da scaldare, per
un motivo molto semplice, quando scottano le nostre dita togliamo il sigaro altrimenti scottiamo la pelle del ricevente che c’è sotto. Dopo qualche mese di pratica possiamo togliere le dita. In questo modo
scaldo il punto come se sentissi la
sensazione di scaldare le mie due dita.
Prima Tecnica
Segno il punto, preparo il Kitt, incendio il sigaro. Mettiamo la mano sinistra con le due dita in prossimità del punto da trattare e cominciamo a scaldare a beccata. Scaldiamo in funzione di quello che ci dice il ricevente. Se si scalda troppo vuol dire che il punto è troppo coperto, è ostruito. È come se noi volessimo aprire una porta che è chiusa, appena ci avviciniamo si ha una sensazione di calore. Allora cosa facciamo? Scaldiamo un po’ e poi premiamo; scaldare e premere è come se bruciassimo ciò che c’è sopra e poi apriamo. La pressione serve per togliere l’occlusione del punto. Può essere che il punto si scaldi veramente molto, poi molto meno e questo significa che il punto si è aperto. Quando andiamo a tonificare, cioè a scaldare il punto, molto spesso sentiamo anche calore che si diffonde lungo il tragitto del Meridiano. Questo avviene dopo un po’ che siamo li a trattare il punto.

Kitt del Piccolo Moxatore
il Kitt del piccolo Moxatore: sabbia in un contenitore piccolo di alluminio tutto corrugato, una piccola candela e un sigaro. Il sigaro non va appoggiato ma va inserito nella sabbia a gambe in su, la punta deve stare in alto sia che il sigaro è acceso (per rimanere acceso), sia che il sigaro è spento (come supporto). Un metodo per spegnere il sigaro è sfregarlo contro la sabbia come per spegnere una sigaretta, oppure mettere sopra la punta accesa della carta stagnola (togliendo l’ossigeno si spegne).
I sigari che hanno già la punta sono facili da accendere, la punta diventa incandescente abbastanza velocemente.
Bisogna tenere presente che se si spegne con l’acqua, non si accende più e poi si spezza. Per essere rapidi nell’accendere il sigaro prima di un trattamento conviene accendere dei sigari quando sono nuovi e fare la punta e poi spegnerli.
Una volta che la punta è fatta quando mi serve usarlo l’accensione è più rapida. Quando il sigaro comincia ad incendiarsi, diventa rosso, bisogna cominciare a togliere la cenere sul lato corrugato del contenitore. Questo non deve avere un livello di sabbia molto alto altrimenti non riusciamo a togliere la cenere. Il contenitore è abbastanza ideale perchè ha una superficie ruvida, corrugata. Continuando a togliere la cenere diventa sempre più rosso e comincia a prendere forma. Ogni sigaro dura 5 – 6 trattamenti, la combustione è molto lenta.
Nel Kitt del piccolo Moxatore conviene sempre tenere una boccetta di Olio di Iperico con i dischetti di cotone (che si usano per struccarsi). L’olio di Iperico si usa dopo la Moxibustione diretta. Si imbeve di questo Olio il dischetto e si passa sopra la zona utilizzata per la Moxibustione.





