Moxa Indiretta
La tecnica della moxa indiretta consiste nell’applicazione d un calore piacevole ed intenso in prossimità degli Tsubo, punti particolarmente reattivi lungo i canali energetici, utilizzati sia nello Shiatsu che in Agopuntura. La sua azione tonificante riattiva il flusso dell’energia e del sangue, attivandone le loro specifiche proprietà.
Viene utilizzata principalmente per alleviare i disturbi aggravati dal freddo o dall’umidità come dolori osteo-articolari o esiti da trauma.
I punti vengono riscaldati a una distanza di circa 2-3 cm con la moxa a sigaro di artemisia, ma più spesso con il moxatore ad infrarossi. Il suo utilizzo in ambito sportivo migliora le prestazioni e nell’anziano migliora la flessibilità e la fluidità nel movimento.
Moxa indiretta e
bambino podalico
La posizione fisiologica del parto è quella cefalica quindi normalmente il bambino è rivolto a testa in basso.
Una presentazione podalica alla 30^ settimana non deve destare alcuna preoccupazione, perché il bambino ha tutto il tempo e lo spazio per girarsi, specie se la mamma ha avuto già altre gravidanze.
Se però verso la fine della gestazione il bimbo dovesse rimanere ancora con la testa alta, prima di rassegnarsi al bisturi perché non provare con qualche metodo naturale che induca il piccolo a mettersi nella posizione giusta? Ecco che la pratica della moxicombustione è una tecnica possibile.
Consiste nell’avvicinare un sigaro di artemisia all’estremità del mignolo del piede della futura mamma. Questa zona infatti corrisponde a un punto del meridiano della vescica che è collegato con l’utero e stimolarlo induce il piccolo a muoversi e, si spera, a mettersi a testa in giù.
La tecnica può essere praticata a partire dalla 33^ settimana circa: perché abbia effetto, infatti, la moxa va ripetuta tutti i giorni per circa 7-10 giorni con una durata di 15 minuti per piede.
È importante che durante la pratica la mamma stia sdraiata, preferibilmente con dei cuscini sotto il bacino, che spostano il bambino un po’ più su, dove può trovare più spazio per muoversi. La posizione sdraiata con il bacino sollevato, potrebbe essere mal tollerata dalla mamma. In tal caso si consiglia di spostarsi leggermente di fianco. L’applicazione del calore sul punto andrebbe fatta con un movimento della mano “a beccata di passero”. Non appena la madre avverte il calore bisogna allontanare leggermente il sigaro e poi riavvicinarlo, oppure compiere dei leggerissimi circoli.
Il punto esatto è il VU 67, che si trova all’angolo esterno del quinto dito del piede, è il più usato perchè è quello che stimola l’utero. Questo punto riscaldato fa da imput al bambino a fare una capriola su se stessso in modo naturale e quindi a mettersi a testa in giù in posizione cefalica tradizionale senza l’intervento del bisturi per il cesareo.
Dopo il trattamento sarebbe opportuno tenere i piedi caldi.
Questo trattamento ha successo per il 70-90 % dei casi, e la maggior efficacia si ha tra la 32^ e 37^ settimana.
Purtroppo però una percentuale di bambini inevitabilmente, rimane in posizione podalica fino alla nascita.


