Dojo: Il luogo dove si pratica la via.
La scelta del nome Dojo è stata determinata dalla volontà di creare un ambito in cui si avverte e aleggia la presenza di tutti i capisaldi della filosofia orientale che sono alla base dello Shiatsu.
“Dojo” significa “Il luogo dove si pratica la via”: il luogo “Jo” dove si pratica la via “Do”, intesa come cammino spirituale che ti accompagna per tutta la vita. In sanscrito prende il nome di “bahdi Manda”, il luogo della saggezza. In oriente trae origine dalla tradizione buddista cinese ed indica il luogo in cui Buddha ottiene il risveglio.


Entrando nel Dojo ci si dovrebbe predisporre ad abbandonare se stessi, le proprie preoccupazioni ed i propri desideri buoni o cattivi, le passioni, le tensioni e gli attaccamenti.
Quando si entra e si esce dal Dojo è bene inchinarsi all’altare che rappresenta lo spirito storico e culturale. Si entra con il piede sinistro e si esce con il destro.
Il Dojo tradizionale consiste in una sala rettangolare, i cui lati hanno un nome ed una funzione ben determinati. Il lato in cui si entra è il meno importante, e viene indicato con la parola “Shimoza”. Di fronte a esso è il lato nobile detto “Kamiza”. Alla parete di questo lato vengono affisse le fotografie delle persone eminenti fra le quali generalmente spiccano le immagini dei fondatori delle discipline praticate nel Dojo. A sinistra di chi entra è il lato “Joseki”, riservato ai maestri o shiatsuka. A destra (di fronte al lato Joseki) è il lato “Shimoseki”, destinato agli allievi o Ukei.
I trattamenti shiatsu si svolgono in un luogo tranquillo e rilassante nel quale l’operatore potrà eseguire i trattamenti con la massima professionalità e il ricevente potrà godere della calma e della tranquillità necessaria per trarre il massimo beneficio dal trattamento.

