Cos’è lo Shiatsu
Lo Shiatsu è una tecnica che utilizza la pressione delle dita su particolari punti del corpo umano per favorire il regolare flusso energetico. Lo Shiatsu eseguito da professionisti accreditati è in grado di creare benessere e migliorare la salute dell’individuo. Sebbene le sue radici affondino nella cultura cinese è grazie all’apporto dei maestri giapponesi che lo shiatsu acquisisce la metodologia e la disciplina che lo portano a valicare le frontiere e giungere a far parte in maniera così autorevole della cultura occidentale.
L’arte dello Shiatsu attraverso il tatto, il contatto e la pressione insegna il modo di riequilibrare l’energia attraverso l’uso delle proprie mani come estensione del cuore, un’arte che può essere effettuata da chiunque. Questa arte ha definito la composizione dell’uomo come costituita da tre parti: corpo – mente – spirito; tra i tre esiste una relazione. Per relazione corpo si intende quella con un soggetto che si può vedere, ascoltare, toccare, a cui parlare e dal quale avere dei ritorni immediati, anche fisici o comunque legati alla propria fisicità e realtà. La comunicazione in questo caso è fatta di parole, gesti, sguardi, emozioni, sensazioni, impressioni e relazione con la mente. La relazione mente è quella con sé stessi che avviene nella “mente” (pensiero) e nel “cuore” (sentimenti); meno legata alla fisicità ne supera i limiti e porta in una dimensione più vasta. La comunicazione è non-verbale, fatta di pensieri, può non avere riscontri esterni ed essere un dialogo fra la mente e lo spirito. La relazione spirito è quella che va oltre l’uomo, più grande di lui, che non gli appartiene, ma di cui l’uomo fa parte; sempre meno legata alla fisicità, avviene nel profondo dell’essere. La comunicazione è non-verbale e senza pensieri. Questa è, ovviamente, una schematizzazione che non pone dei confini così netti, tra il corpo, la mente e lo spirito.

Dopo aver definito la composizione dell’uomo, come costituita da tre parti corpo – mente – spirito, si entra in relazione con il ricevente attraverso il contatto manuale in modo da percepire lo stato di equilibrio energetico sul quale si deve lavorare. Così agendo, nel momento in cui si tratta il ricevente, si fa una diagnosi energetica. Il rapporto tra operatore e paziente è quindi bidirezionale. Quando noi concentriamo la nostra energia nel nostro addome il ricevente nel profondo del suo essere si sente unito a noi. Utilizzando lo Shiatsu mi ha permesso di entrare in contatto con il ricevente e nello stesso tempo specchiarmi, scoprirmi e imparare a conoscermi.
Il tatto è il primo senso che l’uomo utilizza. Il contatto è toccare con continuità e stabilità, in modo da stabilire una relazione tra chi tocca e chi viene toccato. È una parte più interna, stabile, un rapporto di fiducia e di presenza e crea una conoscenza che va oltre la superficie, permettendo la comunicazione che può indurre cambiamenti nello stato del ricevente. Si crea un collegamento che coinvolge la consapevolezza di tutto il corpo del praticante e del ricevente.
Quindi lo scopo dello shiatsu è riequilibrare il troppo o il troppo poco nelle varie parti del corpo. Dove c’è un eccesso di energia va diminuita, dove c’è una carenza, si deve nutrire.
Tutto ciò che è fuori equilibrio lo devo riequilibrare e questo viene fatto solo con le mani. Sono le mani proprie o altrui, lo strumento attraverso il quale viene riequilibrata l’energia ben inteso che le mani sono solo il mezzo, perché lo shiatsu si esegue con tutto il corpo, portando hara.
Nonostante il bisogno, il ricevente può inconsciamente rifiutare sia la pratica che l’operatore. Può mettere in atto delle difese che non gli permetteranno di usufruire appieno dello shiatsu. Potrà anzi avere dei non-risultati o dei peggioramenti che gli confermeranno l’inadeguatezza della tecnica e dell’operatore. Oppure egli può affidarsi totalmente all’operatore credendo nel trattamento a cui è sottoposto.

Concludendo, lo Shiatsu, praticato in modo corretto, risulta efficace perché permette di “liberare” i canali dove scorre l’energia vitale, consentendo una migliore circolazione dell’energia stessa, ripristinando le funzioni che permettono all’organismo di ritrovare l’equilibrio e l’armonia con sé stesso e con l’ambiente circostante.
Caratteristiche dello Shiatsu
(dal giapponese Shi = dito e atsu = pressione): la manipolazione avviene dunque attraverso la pressione effettuata dalle dita, dal pollice precisamente pur se in alcuni casi sono utilizzati anche i palmi delle mani e i gomiti (dipende dall’area da trattare).
La pressione Shiatsu deve essere sempre costante nella quantità di peso portato sul corpo, ferma e statica; il trattamento è eseguito senza sforzo muscolare con tecniche lente, costanti e ripetute che attivano livelli di profondità diversi: da quello dell’essenza della persona, al fisico, all’energetico e al mentale. La forza e la potenza di questa pressione deriva dalla centratura dell’operatore in Hara, l’importante zona sottombelicale tenuta in grande considerazione dagli Orientali e che costituisce il vero baricentro fisico ed energetico del corpo e dei suoi movimenti.
Non esistono trattamenti standard, il ritmo e la profondità delle pressioni e la loro ripetizione e durata dipendono dalle condizioni del “ricevente”, ovvero di colui che si sottopone al trattamento.
La realtà dello Shiatsu
Parlare di shiatsu vuol dire accettare secoli di storia e principi, ancora oggi validi, che vedono l’essere umano in relazione con l’universo, in particolare negli stili che hanno nella medicina tradizionale cinese il proprio riferimento.
Il mondo dello Shiatsu è molto ricco e sfaccettato a causa di due fattori principali.
In primo luogo l’ampiezza sociale della sua diffusione: molte migliaia di persone di diversa età, sesso e condizione sociale, si accostano oggi allo Shiatsu, per apprenderlo o riceverlo. In secondo luogo l’orientamento culturale che vi si esprime. Lo sviluppo dello Shiatsu si è infatti intrecciato in questi anni ad una vasta e seria attività di esplorazione e interpretazione del pensiero e delle pratiche tradizionali della cultura orientale producendo ovunque, anche in Italia, una ricca e interessante bibliografia.
Infine, non è da sottovalutare il significato culturale che in tutto il percorso formativo viene dato all’esperienza: il suo valore riconosciuto è quello di fondamento e compagno necessario di una conoscenza flessibile, capace di un approccio non preordinato con la realtà.



