Il sigaro

Il sigaro

I sigari di Artemisia sono molto consistenti e sono molto usati dai cinesi. Noi non li usiamo perché dopo pochi minuti siamo immersi nel fumo e hanno lo stesso odore della cannabis. Si trovano nei negozi specializzati e su Intenet.

 

L’Artemisia viene compressa, poi viene avvolta e sostanzialmente viene conformata a forma di sigaro e quando si accende la carta produce una sorta di combustione e diventa incandescente. C’è però il problema del fumo, soprattutto del fumo passivo. Significa che pur senza fumare dopo un po’ ci si intossica a tal punto che molti operatori che usavano frequentemente la Moxibustione sono anche diventati allergici e quindi hanno smesso di utilizzare questo tipo di sigaro.

Con il passare del tempo sono stati inventati altri tipi di sigari, realizzati con del carbone. In pratica questi vengono accesi in una specie di fornace chiusa con poca aria, fanno una specie di pre-combustione e diventano tipo il carbon cook (quello che si usava nelle stufe). Il carbon cook non è altro che la combustione della legna fino ad un attimo prima che consumi completamente la sua struttura, diventando carbone. Questi sigari, anche se sono stati molto utilizzati, avevano comunque dei problemi: facevano ancora abbastanza fumo, sporcavano e si rompevano. Spesso e volentieri capitava che si rompessero mentre si stava moxando, cadendo sul corpo del ricevente.

Con il passare del tempo sono nati altri sigari molto simili, ricoperti dalla carta. Il problema è che anche se si spezzavano di meno, si consumavano molto più velocemente, e facevano i fuochi d’artificio.

Successivamente sono arrivati dei sigari molto duri, si incendiano e forma la punta e sono relativamente senza fumo: dopo un po’ si sente un profumo tipico dei sigari.
Hanno il vantaggio di non rompersi e di mantenere la temperatura. Dentro hanno non solo il dragoncello ma anche altre erbe che permettono la consistenza. 

Esistono anche dei sigari sottili, sempre fatti nello stesso modo, che servono per essere molto più puntuali sul punto: riusciamo quindi a riscaldare un’area relativemante piccola, senza disperdere il calore generato dalla combusiotne verso aree eccessimaente estese.