Il Reiki e gli animali

Il Reiki e gli animali

Anche gli animali, nessuno escluso, possono ricevere l’energia del Reiki.
Gli animali che è possibile trattare con il Reiki vanno da quelli più piccoli (criceti, uccellini, tartarughe, pesci…), fino ai classici animali domestici (cani, gatti, conigli…) per arrivare agli animali di taglia più grande come i cavalli, gli asini, le mucche ecc.

Gli orizzonti si allargano: tutti possono ricevere e beneficiare di questa energia onnipresente. Oltre quello umano coinvolge altri ambiti prendendo un carattere più profondo. Creiamo una similitudine tra l’essere umano e il non umano un’integrazione delle diversità. Questa integrazione ci porta a dire che tutto e tutti è “Uno”, è “Amore”, è Luce.
Come accade con le persone umane, il Reiki non sostituisce la cura farmacologica che ha scritto il veterinario. Questa va seguita sempre. Il Reiki è una tecnica complementare, un aiuto ulteriore.
Come per gli altri casi, il Reiki si può dare come prevenzione quando l’animale sta bene, oppure è possibile trattarlo nei seguenti casi:

• ferite e contusioni;
• intossicazioni e avvelenamenti;
• attacchi d’ansia;
• malattie varie;
• maltrattamenti passati (che provocano nel presente paura e ansia);
• accompagnamento verso la morte.

Reiki dona sollievo, calma la paura e l’ansia, anche nel caso estremo in

cui è necessario accompagnare l’animale verso la morte.

Come possiamo immaginare , non si può fare un trattamento classico.

Bisogna adattarsi alle loro esigenze e alla loro conformazione: un pesce

non può essere trattato come un gatto, un cane di piccola taglia, un

cane di grossa taglia, una tartaruga, un coniglio o un uccellino.

L’animale non ha potere di scelta, se lo trova sgradito si allontana volontariamente. Questo ci dice che il trattamento al vostro pet va interrotto e ripreso in un altro momento a lui più consone.
L’approccio deve essere fatto con cautela, rispetto e tranquillità. Se noi siamo preoccupati o ansiosi, gli animali lo sentono e li porta ad allontanarsi.
In questi casi bisogna avvicinarsi senza toccarlo, e trattarlo con l’imposizione delle mani oppure fare un trattamento a distanza.
Molti animali accolgono bene l’energia Reiki, ma ad un certo punto potrebbero alzarsi e andar via, questo vuol dire che non ne avevano bisogno.
Alle pratiche olistiche, l’animale, reagisce più positivamente rispetto all’uomo, poiché non ha pregiudizi. Non fanno domande e non vogliono spiegazioni scientifiche, accolgono semplicemente ciò che gli piace e per quanto tempo lo ritengono utile.

Le caratteristiche di questo trattamento, non invasivo, dolce e rispettoso, lo rendono ideale per gli animali.
Il trattamento inizia chiedendo l’accettazione del trattamento per rispettare la sua libertà di scelta; se si avvicina a voi, si siede, si sdraia o si butta pancia all’aria significa che l’animale accetta. Se invece vi annusa e se ne va, allora significa che non vuole in questo momento. Il fatto che rifiuti non significa che rifiuterà sempre così come il fatto che accetti non significa che accetterà sempre perciò, ogni volta, chiedete il permesso rispettosamente.

Prima di poggiare le mani dobbiamo rapportarci al tipo di animale e fare

delle distinzioni. Con cani, gatti, cavalli ed altri animali di taglia

medio/grande si può procedere appoggiando le mani oppure restando

sollevati in caso di animali con ferite o doloranti. In caso di animali più

piccoli come criceti, rane, uccelli ed altri di taglia ridotta simile, è

consigliabile non poggiare le mani ma restare sollevati o a distanza. I

pesciolini possono essere trattati nell’acquario, posando le mani

direttamente ai lati del recipiente intendendo infondergli grande luce.

Anche il dove è importante! Così come per le persone, dovremmo cercare di mettere l’animale a suo agio scegliendo quindi un luogo silenzioso, tranquillo e dove sappiamo non ci saranno rumori che possano spaventarlo né disturbarlo.
L’animale ci indica dove ha necessità di ricevere Energia, esponendoci la parte di corpo in disequilibrio o ponendola vicino alle nostre mani.
Notevole contributo alla buona riuscita del trattamento è il parlare in modo dolce e amorevole aumentando l’efficacia del processo di guarigione.

L’ animale solitamente ama essere trattato dietro le orecchie, sulla testa, sopra gli occhi, sotto il mento, ma anche sulla pancia. Ogni animale è unico ed ha le sue preferenze, esattamente come noi umani.
Possiamo partire con un’idea di trattamento  ma non possiamo sapere se resterà lì buono tutto il tempo o per quanto tempo.
Animali ammalati o feriti, possono essere trattati inizialmente con 4 trattamenti consecutivi o quelli che ritenete necessari, poi alcune volte alla settimana, concludete il trattamento con una carezza.
Al termine del trattamento ringraziate l’animale per l’opportunità che avete ricevuto, ringraziatelo per avervi insegnato qualcosa di nuovo. Ringraziate l’Universo per l’aiuto e la guida che avete ricevuto.