La frequenza cardiaca
La frequenza cardiaca è il parametro per monitorare la salute del proprio cuore. Misurare i battiti è una sana abitudine di prevenzione delle patologie dell’apparato cardiovascolare. Può essere eseguita in qualsiasi luogo in modo semplice e rapido (per un risultato più affidabile è meglio comunque rivolgersi a un medico).

Cos’è la frequenza cardiaca e come si misura
Il muscolo cardiaco può mandare in circolo il sangue e ogni minuto compie un determinato numero di battiti, chiamati anche pulsazioni. La frequenza cardiaca è Il numero di battiti per ogni minuto.

La pressione che il sangue esercita sulle pareti dei vasi sanguigni arteriosi è il valore della pressione cardiaca.
L’elettrocardiogramma è lo strumento che si utilizza in ambito cardiologico per misurare la frequenza cardiaca. Per una valutazione meno precisa si possono usare i polpastrelli del dito indice e medio al lato del collo, sotto la mandibola dove, grazie all’arteria carotide è possibile percepire le pulsazioni.

Si possono misurare le pulsazioni anche premendo allo stesso modo le dita sul polso dal lato del pollice.

Esiste anche il cardiofrequenzimetro e del saturimetro per l’esame della frequenza cardiaca.

Il saturimetro permette anche di misurare la saturazione dell’ossigeno all’interno delle arterie.

Nonostante questi metodi siano tutti di semplice esecuzione, per un responso più affidabile e corretta dei risultati è sempre meglio rivolgersi allo specialista.

Il medico specialista durante la visita cardiologica, il paziente viene sottoposto a visita medica ed elettrocardiogramma: attraverso questi elementi il medico specialista sarà in grado di valutare lo stato generale di salute del cuore e del paziente.
Come funziona l’elettrocardiogramma?
L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame che utilizza degli elettrodi posti sul corpo del paziente per registrare graficamente l’attività cardiaca.

Questi elettrodi sono collegati da fili elettrici all’elettrocardiografo, uno strumento in grado di tracciare graficamente su carta l’attività elettrica del cuore.

L’elettrocardiogramma è utile per individuare delle anomalie, definite aritmie, o danni cardiaci pregressi. L’ECG può venire svolto a riposo o sotto sforzo.

L’ECG sotto sforzo serve a monitorare l’attività del cuore sotto stress e rilevare un’eventuale traccia di affaticamento cardiaco.

Come interpretare i risultati
Una frequenza cardiaca normale presenta dei valori che vanno da un minimo di 60 ad un massimo di 100 battiti al minuto. Se i valori sono al di sotto della soglia minima indicano la presenza di bradicardia (battiti del cuore più lenti) mentre se i valori sono al di sopra la frequenza massima si parla di tachicardia.
Bradicardia e tachicardia non sono sempre sintomi di una patologia in corso: alcune condizioni, come l’attività sportiva o il sonno, possono aumentare o diminuire per un certo periodo di tempo la frequenza cardiaca. Anche l’età è un fattore decisivo per l’interpretazione dei risultati. In un giovane atleta, una frequenza cardiaca bassa, può essere indice di allenamento fisico costante.


