Curiosità: Disturbi dell’intestino

Disturbi dell’intestino

I sintomi gastrointestinali – diarrea, stipsi (stitichezza), mal di pancia persistente e fitte al fianco – sono segnali potenzialmente indicativi di disturbi intestinali. Si evidenzia come questi sintomi, pur essendo comuni, non vadano sottovalutati, poiché possono derivare da molteplici cause:

        •    Alimentazione scorretta (povera di fibre, ricca di grassi o zuccheri)

        •    Assunzione di farmaci (ad esempio antibiotici o antinfiammatori)

        •    Stress psico-fisico

        •    Patologie  specifiche  (come  sindrome  dell’intestino  irritabile,  malattie  infiammatorie  croniche  intestinali,
              celiachia, intolleranze alimentari, ecc.)

Importante è la diagnosi precoce e il ricorso tempestivo al gastroenterologo, evitando complicazioni e migliorando la qualità della vita del paziente. L’interpretazione corretta dei sintomi e l’inquadramento specialistico sono fondamentali per trattare la causa scatenante.


Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)


È un disturbo funzionale dell’intestino, cioè non causato da lesioni visibili o infiammazioni organiche, ma da un’alterazione del funzionamento intestinale. Colpisce soprattutto il colon e si presenta con sintomi cronici o ricorrenti. I principali sono:

          •    Diarrea e/o stipsi, spesso alternate

          •    Dolori o crampi addominali (soprattutto dopo i pasti, migliorano con la defecazione)

          •    Gonfiore e meteorismo

          •    Muco nelle feci

          •    Sensazione di evacuazione incompleta

Per quanto riguarda la diagnosi bisogna valutare clinicamente i sintomi ed escludere le altre patologie attraverso una visita del medico, il quale ci consiglia cosa fare.

Intolleranza al lattosio

Molto diffusa è l’intolleranza al lattosio (colpisce circa il 50% degli italiani). E’ legata alla difficoltà dell’organismo di digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati, a causa della carenza dell’enzima lattasi.
Si manifesta generalmente dopo l’assunzione di alimenti contenenti lattosio, come latte, gelati, panna o formaggi freschi i quali danno come risultato:

          •    Diarrea ricorrente

          •    Dolore e crampi addominali

          •    Gonfiore e senso di pesantezza

          •    Flatulenza e meteorismo

          •    Nausea (in alcuni casi)

          •    Urgente bisogno di evacuare

L’intolleranza può essere trattata:

           •    Modificando la dieta: eliminazione o riduzione degli alimenti contenenti lattosio.

           •    Sostituzione del latte vaccino: con latte delattosato o bevande vegetali (soia, mandorla, avena).

           •    In alcuni casi si possono usare enzimi lattasi in compresse, per tollerare meglio i derivati del latte.

Individuare questa intolleranza è importante per evitare malesseri cronici e per migliorare la qualità della vita con semplici cambiamenti alimentari.

Diarrea

La diarrea è un disturbo dell’alvo intestinale caratterizzato da emissione di feci liquide o semiliquide, con una frequenza superiore a tre evacuazioni al giorno. Non è una malattia, ma un sintomo e può avere cause molto diverse, da infezioni temporanee a condizioni croniche dell’intestino.
I tipi di diarrea possono essere:

          •    Acuta: dura meno di 14 giorni, spesso di origine infettiva (virus, batteri, parassiti).

          •    Persistente: dura da 2 a 4 settimane.

          •    Cronica: dura oltre 4 settimane ed è spesso legata a patologie di base.

Le cause principali possono essere:
          +    Infezioni
 
           +   Alimentazione o sostanze non tollerate
 
            +   Malattie croniche intestinali:

            +   Fattori emotivi:

I sintomi associati alla diarrea possono essere:
 
            •    Crampi e dolore addominale

            •    Gonfiore

            •    Urgenza evacuativa

            •    Febbre (nelle forme infettive)

            •    Disidratazione (se la diarrea è abbondante o prolungata)

            •    Sangue o muco nelle feci (da valutare con urgenza)

Se la diarrea è occasionale e si risolve in 1-2 giorni, non richiede cure specifiche (solo reidratazione e dieta leggera).

Tuttavia, è necessario consultare il medico se:

            •    Dura più di 3 giorni

            •    Si accompagna a febbre alta, sangue nelle feci, o segni di disidratazione

            •    Compare in soggetti fragili (anziani, bambini, immunodepressi)

            •    È ricorrente o cronica

La diagnosi si basa su anamnesi, esami delle feci, analisi del sangue, e, nei casi cronici, colonscopia o altri esami specialistici.

Stipsi

La stitichezza o stipsi consiste nella difficoltà a espellere le feci o in una frequenza di evacuazione delle feci inferiore a tre volte alla settimana. La stitichezza occasionale è per brevi periodi mentre quella cronica è per periodi più lunghi.

Le cause principali possono essere:

          +   Abitudini alimentari e stile di vita:

           +   Cause patologiche:

            +   Farmaci associati a stipsi:
  
Se la stipsi non migliora con dieta e movimento, e compaiono segnali di allarme come:

              •    Sangue nelle feci

              •    Dolore addominale persistente

              •    Anemia inspiegata

              •    Perdita di peso

è fondamentale rivolgersi a uno specialista gastroenterologo per una diagnosi approfondita. Oltre all’esame clinico e rettale, si possono eseguire esami come:

              •    Colonscopia

              •    RX con transito intestinale

              •    Manometria anorettale

Per evitare complicanze e migliorare la qualità della vita bisogna agire tempestivamente.

Diverticolosi e Diverticolite


Una complicanza della diverticolosi è la diverticolite, una condizione molto comune negli over 60, caratterizzata dalla presenza, senza infiammazione né sintomi, di diverticoli che sono delle piccole sacche che si formano nella parete discendente del colon, in corrispondenza di punti deboli.
I Sintomi della diverticolite sono:

          •    Dolore addominale persistente, spesso in basso a sinistra

          •    Febbre

          •    Gonfiore e sensibilità addominale

          •    Alterazione dell’alvo: diarrea o stipsi

          •    Nausea, talvolta vomito

          •    Alterazione degli esami del sangue: leucocitosi, PCR elevata

Per evitare l’infiammazione dei diverticoli è fondamentale ridurre i fattori di rischio con uno stile di vita sano:

           •    Dieta ricca di fibre (almeno 20-30 g/die): frutta, verdura, legumi, cereali integrali

           •    Idratazione abbondante: aiuta il transito intestinale

           •    Attività fisica regolare: stimola la motilità intestinale

           •    Evitare la stipsi cronica: prevenire l’aumento della pressione nel colon

La diagnosi di diverticolite si conferma con:

           •    Esami del sangue (marker infiammatori)

           •    Ecografia addominale o TC addome con contrasto

           •    Colonscopia (non in fase acuta, utile dopo la guarigione per inquadrare la malattia)

Il trattamento può variare da terapia antibiotica e dieta liquida nei casi lievi, fino al ricovero ospedaliero o chirurgia nei casi gravi o complicati (ascesso, perforazione, peritonite).

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