Colpo di frusta
Il colpo di frusta, tecnicamente definito come “distorsione del rachide cervicale” è il trauma subito dal collo dopo un incidente in macchina o un tamponamento, o dipende anche da tutta una serie di discipline sportive spesso caratterizzate da scontri fisici.
E’ associato alla comparsa immediata di dolore, che può durare anche per parecchi giorni.
In una prima fase, detta di accelerazione, il corpo va avanti mentre la testa va indietro; in questo modo, le fasce muscolari anteriori si allungano. Nella seconda fase, la cosiddetta fase di decelerazione, la testa viene richiamata in avanti e la muscolatura posteriore si allunga.

Si ha, quindi, un’iper-estensione dei muscoli che rispondono accorciandosi.
I problemi che possono insorgere
Dopo 24-48 ore dal trauma, chi ha subito un colpo di frusta potrebbe avere problemi di masticazione, una difficoltà nel girare il collo, tensione muscolare, mal di testa in zona occipitale, formicolii alle braccia per stiramento della radice nervosa.
In assenza di un grave trauma, si consiglia di portare il collare ortopedico per due-tre giorni al massimo, insieme all’assunzione di farmaci miorilassanti e al riposo.

L’importanza di un trattamento tempestivo
Per favorire la riparazione dei tessuti a livello del rachide cervicale, è utile fare movimento come una semplice camminata o un esercizio aerobico di lieve intensità.
È fondamentale trattare tempestivamente il colpo di frusta, al fine di evitare la cronicizzazione del dolore: il “semplice” colpo di frusta può scatenare una condizione presente ma ancora asintomatica.
Esercizi utili
Esercizi utili, da eseguire in posizione supina su un materassino:
Per l’allungamento dei muscoli del collo:
– Portare il mento in avanti verso il torace, mantenere questa posizione per cinque secondi e poi tornare a quella di partenza.

Per la flessione dei muscoli:
– Flettere la testa lateralmente verso le spalle, prima in un verso

poi nell’altro.

Per la rotazione dei muscoli:
– aiutarsi con l’arto opposto a quello di flessione per venti secondi, poi girare la testa fino ad appoggiare l’orecchio al materassino.

