Moxa Mediata

Moxa Mediata

Si utilizza quando bisogna fare la Moxa in quelle parti del corpo delicate dove non possiamo andare direttamente con la Moxa e quindi interponiamo un mediatore. Nell’antichità si usavano le pelli di rospo o serpente o aglio.
Ad esempio Rene 1 se lo trattiamo con il sigaro e si sbaglia, visto che si trova sotto la pianta del piede, sembra che non si scalda mai perchè è Yin. Noi ci avviciniamo sempre di più e poi il giorno dopo si forma la bolla. Allora con l’aiuto dello zenzero, che noi interponiamo tra il conino e la pelle nuda, ci permette di fare la Moxa in piena tranquillità.
Altro esempio è Moxare l’ombelico, in questo caso non possiamo interporre la fetta di zenzero, perchè sotto rimarrebbe il buco. Usiamo allora un ottimo mediatore che è il sale da cucina grosso, si riempie il buco e poi sopra mettiamo il conino, il quale scaldandosi trasmette calore al sale stesso il quale a sua volta lo rilascia in profondità del buco. Prima di utilizzare questo metodo bisogna farselo perchè è complicata la confezione, cioè vuol dire che se c’è un ombelico piatto bisogna mettere tanto sale, se c’è un ombelico profondo bisogna metterne tanto dentro e in superficie non molto perchè fa fatica a scaldarsi, bisogna quindi provare. E se si sbaglia attorno all’ombelico, prima diventa rosso e poi si forma la bolla. Il sale sull’ombelico, soprattutto alle donne è miracoloso, soprattutto sull’apparato genitale e riproduttivo, si tonifica e si regolarizza. É come se ci fosse un cono di calore che entra in profondità nell’utero ma anche nell’apparato uro genitale maschile, con meno effetti ma con la stessa efficacia.

Trattamento 1:
Moxa Mediata sull’ombellico
con Sale 

A questo livello stimola molto Vaso Concezione, è legato molto alla parte dell’Intestino, Utero, tutta la parte collegata alla Terra. In presenza di nei o cicatrici questo tipo di trattamento non si fa.
Il ricevente è in supina a pelle nuda.

Bisogna mettere un consistente quantitativo di sale dentro l’ombelico e coprire bene la parte esterna ancora di più se l’ombelico è profondo. Il sale è un buon conduttore di calore e serve per proteggere e trasmettere il calore. Se noi lo scaldiamo bene automaticamente porta il calore all’interno.

Dopo aver preparato bene questa base preparare i batuffoli di Artemisia molto grossi a forma di piramide. Utilizzare un bastoncino di incenso senza anima e accendere la prima piramide di Artemisia.

Anche se non si sente tanto calore meglio toglierlo prima del tempo, prima che il nostro ricevente ci dica che è caldo il primo e il secondo. Poi andando avanti, con i successivi, toglierlo un po’ più consumato, o quando il ricevente dice che sente caldo. Di solito il primo non fa in tempo a scaldare il sale. Non dobbiamo rischiare a tenerlo troppo altrimenti si rischia di scottarsi, mai un calore che scotti, altrimenti la zona diventerà un po’ rossa e poi verrà la bolla.

Per togliere la piramide bruciata, consumata utilizzare un cucchiaio e spingerlo su una carta che non brucia, oppure raccoglierlo con 2 cucchiai e riporlo in una vaschetta di alluminio oppure utilizzare un apposita pinzetta (vedi Foto).

Il lavoro va giù piano piano da solo. Fare minimo 5 – 7 piramidi e sempre un numero dispari di volte. Può essere che se la persona è costituzionalmente calda servono meno conini, di conseguenza se è più fredda bisogna farne qualcuno in più. Quindi il numero di conini non è assoluto ma dipende dalla persona. E questo riempie di Yang la persona ricevente.

Terminato il trattamento con il sale è meglio che rimane in posizione per un po’ così il sale si raffredda e cala di temperatura. Se lo togliamo è solo nel caso che scotta troppo. Se sbagliamo la quantità di sale quando lo tolgo diventa rosso, se ho sbagliato alla grande diventa rossissimo e devo utilizzare l’olio di iperico.
Fare un trattamento con solo Moxa o mista con Shiatsu può essere una personale strategia che pensiamo per arrivare ad un risultato con il nostro ricevente. Tutto è ammesso.

Trattamento 2:
Moxa Mediata su un punto con Zenzero

Il procedimento è semplice, basta tagliare dei dischetti di zenzero rotondi, bucherellarli con uno stuzzicadente e posizionarli sui punti da trattare. Il nostro ricevente è in posizione prona e in questo caso si è scelto il 23 della Vescica come punto da trattare. Questo punto si trova al lato della seconda Vertebra. Fare un cono abbastanza grosso e metterlo in prossimità dei fori e poi accendiamo il nono. La persona ad un certo punto ci dirà che scotta e in quel momento spostiamo il dischetto di zenzero in un’altra posizione . Qual è il vantaggio? Che spostando i dischetti possiamo trattare diversi punti contemporaneamente.