Vitamina D
La vitamina D è una vitamina liposolubile: ciò significa che il fegato riesce ad accumularla, per poi rilasciarla nell’organismo quando questo ne ha più bisogno.
La sua funzione principale è quella di facilitare l’assorbimento del calcio a livello intestinale. È determinante quindi per la crescita e il mantenimento dello scheletro; svolge anche un ruolo importante nel mantenere sotto controllo i livelli di calcio e fosforo presenti nel sangue.
La Vitamina D è un vero e proprio ormone che viene sintetizzato nella cute per effetto dell’assorbimento dei raggi solari e assunta, in minor misura, con gli alimenti. Chiamata anche “vitamina del sole”, in età adulta è utile per mantenere un adeguato metabolismo del calcio e delle ossa. L’ideale è un’esposizione di circa 10-15 minuti al giorno, quando la quota di raggi UVB è maggiore ovvero dalle 10 alle 15

Il fabbisogno di vitamina D
La quantità necessaria all’organismo varia in base a età, sesso, massa corporea e anche alla stagionalità (fabbisogno aumentato in autunno-inverno).
La carenza di vitamina D si accerta attraverso un esame del sangue specifico (vitamina D-25OH). La mancanza di questa vitamina può essere causa del rachitismo nei bambini, di deformazioni ossee e da una malattia delle ossa che comporta una mancanza di minerali al loro interno. L’assunzione di integratori però va considerata solamente su consiglio del medico in casi specifici, come la carenza accertata o alcuni periodi della vita come la crescita, la gravidanza e l’allattamento. Anche un eccesso di vitamina D può essere dannoso e causare calcificazioni di diversi organi, oltre che vomito, diarrea e spasmi muscolari.
Le fonti alimentari di vitamina D
La vitamina D non si trova così disponibile negli alimenti, come altre vitamine, tanto è vero che la maggior fonte di approvvigionamento è la luce solare. Per questo è essenziale una corretta esposizione.
Pochi alimenti contengono naturalmente questa vitamina, tra questi: Salmone (un pesce “grasso”), aringhe e sardine, sgombro, olio di fegato di merluzzo (fare attenzione perché è un alimento anche molto ricco di Omega-3 e vitamina A, tossica se assunta in eccesso), tonno in scatola, tuorli d’uovo, funghi, alimenti arricchiti (latte, latticini, cereali).

Le cause della carenza di vitamina D
Una carenza di vitamina D, data la capacità del corpo umano di sintetizzare questa molecola tramite l’esposizione al sole, può avvenire a causa dell’utilizzo di abiti coprenti che non lasciano passare i raggi solari, per l’uso di creme solari con valore di protezione troppo alto o ancora perché si resta troppo tempo chiusi in casa o in ufficio. Inoltre l’abuso di alcool e droghe, così come l’utilizzo di alcuni farmaci, può andare a colpire le scorte dell’organismo e provocare di conseguenza una carenza di questa vitamina

