Riflessologia Plantare

Riflessologia Plantare

La riflessologia plantare si propone, attraverso la manipolazione del piede, di aiutare il ricevente a raggiungere il maggior benessere possibile usando varie tecniche, alcune delle quali risalgono a molti secoli fa. Il riferimento è ad un tipo di riflessologia plantare legata alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) che agisce ripristinando l’unità corpo mente e recuperando l’armonia tra interno ed esterno.

Ci sono tecniche di riflessologia plantare molto apprezzate dalla medicina occidentale, hanno trovato impiego anche in ospedali e cliniche, dove sono utilizzate come atti medici. Sono sicuramente efficaci ma, dovrebbero essere praticate da persone con una specifica formazione sanitaria e sotto stretto controllo medico.

Questo tipo di riflessologia è rivolto alla persona, piuttosto che ai suoi disturbi. L’aiuto è individuare i bisogni e ritrovare equilibrio ed energia. Sono manipolazioni che hanno come obiettivo il benessere e hanno un’origine molto antica e possono essere praticate da qualunque persona dotata di concentrazione, osservazione ed empatia su persone di qualunque età e condizione socioeconomica.

Sono queste ultime quelle che interessano. Si tratta di manipolazioni facili, piacevoli, assolutamente non invasive che possono migliorare lo stato di salute con efficacia priva di effetti collaterali.

La base è costituita da un’antica arte di trattare i piedi dei monaci taoisti chiamata On Zon Su (massaggiare il tallone anche se la manipolazione è molto più estesa e diversificata) combinata con altre tecniche, sia per provenienti come questa dalla Medicina Tradizionale Cinese, sia di origine diversa e più vicina alla nostra epoca.

Storia

La riflessologia è un’arte antichissima. Nel 1914 il medico e psichiatra americano, John Fitgerald, riprendendo delle teorie di un medico italiano, Calligari, che l’aveva presentato ad un Convegno Internazionale di Medicina nel 1908, ha ipotizzato che il nostro corpo, come il Mondo, potesse essere suddiviso in Meridiani e Paralleli. In ogni uno di questi cassetti che si formavano idealmente c’era qualche organo, le braccia e le gambe ed erano delle forme di prolungamento, per cui sulle mani e sui piedi si trovavano queste zone, infatti è detta anche terapia zonale.

Questo ha dato origine in vari paesi del Mondo a delle scuole, francese, tedesca . . . In America su 70 stati, in 31 la riflessologia è presente negli ospedali. Nei reparti in cui non ci aspetteremmo mai, rianimazione, diabetologia . . . Questo tipo di riflessologia però è come la nostra medicina, una medicina allopatica, cioè ha una funzione principalmente lesionale: “un guasto te lo riparo”, lo scoprono perché i bravi riflessologi sono in grado di fare delle diagnosi.

Quello che facciamo noi arriva da molto lontano: proviene dalla MTC, la “MedicinaTradizionale Cinese”.

Il massaggio cinese del piede per la salute

Alcune definizioni che uso in questo trattato derivano dall’antica cultura cinese e ci possono sembrare un po’ strane, ma è importante conoscerle, anche per capire meglio la mentalità e il periodo in cui è nato questo massaggio.

On Zon Su significa “arte di massaggiare il tallone”, ma non si riferisce necessariamente solo al massaggio di quella parte del piede. Quest’arte di massaggiare si è tramandata nella conoscenza, nelle abitudini del popolo e dei maestri e monaci moisti, buddisti, taoisti, ect.

E’ utile per conservare e migliorare la salute, equilibrare, aumentare l’energia fisica e psichica. E’ una via di miglioramento e di crescita, ma soprattutto è un modo per stabilire una comunicazione non verbale fra chi pratica e chi riceve in modo da aiutare quest’ultimo a ritrovare il suo equilibrio psicofisico personale.

Consiste in una serie di manipolazioni su alcuni punti e zone del piede e coinvolge tutta la persona come organismo unitario, non solo come somma di organi.

L’atteggiamento corretto per avvicinarsi a questa “disciplina” richiede:

1

Rispetto

della persona che si massaggia, di sé stessi, della tradizione e dell’insegnamento.

2

Sincerità

sulle proprie capacità e aspettative, sul proprio stato fisico e psichico del momento, sulla propria disponibilità a dedicarsi in quel momento a quella persona.

3

Costanza

nell’impegnarsi nel massaggio, nel superare la fatica, nel praticarlo nel tempo con metodicità, perché così si affinano capacità e conoscenza; – umiltà nel non pretendere troppo, nel fare i conti con le proprie capacità e limiti personali.

4

Fiducia

nella bontà di questo metodo, nei maestri che lo hanno tramandato, nella sua efficacia e nel suo valore per il miglioramento personale.

La radice della medicina cinese è antica (risale a prima del 2000 A.C.) e presenta queste basi:

IDEALE

l’uomo in armonia con se stesso, con il suo ambiente familiare e sociale e con la natura.
.
.
.

METODO

l’armonizzazione alle leggi della natura: microcosmo = macrocosmo.
.
.

INDIRIZZO

è lo stesso di tutte le medicine antiche, cioè è una branca della filosofia così come la fisica, l’astronomia.

OBBIETTIVO

ottenere un uomo in armonia.
.
.
.

Mak Zi, uno dei fondatori del metodo On Zon Su, ebbe molti allievi, ma tra questi ne scelse solo tre per tramandare il suo insegnamento: un monaco, un mendicante ed un nomade. Ognuno di questi a sua volta fece da caposcuola, seguendo un particolare aspetto del metodo di Mak Zi.

MENDICANTE

Si tratta di un massaggio con pressione lieve, rimane a livello della pelle, per risultare piacevole. Il massaggio completo dura più di 60 minuti. I mendicanti applicavano principalmente un tipo di massaggio, efficace per il ricambio di energia e per migliorare la circolazione, ma che risultava rilassante e piacevole.

NOMADE

E’ un massaggio con pressione variabile secondo la zona, la persona da trattare e la situazione. Il trattamento aveva per obiettivo il riequilibrio della funzionalità organica e fisiologica di chi doveva affrontare lunghi viaggi stancanti e pericolosi e quindi doveva contare sulla forza e la salute di tutto il corpo. Il massaggio completo dura più di 60 minuti.

MONACO

E’ un massaggio con pressione forte – profonda, il praticante usa il peso del proprio corpo per arrivare all’osso. Il massaggio completo dura 45-60 minuti. Ha un effetto di “qualcosa di profondo che non si vede”. I monaci si dedicavano prevalentemente alla cura del cuore e della mente, praticando un tipo di massaggio incisivo e doloroso, capace di stimolare un cambiamento radicale nella persona trattata.

Il massaggio ai piedi è utile ed importante per raggiungere il benessere personale in un tempo ragionevole breve, ha effetto su tutto il corpo, sugli organi, e su tutte le funzioni. L’organismo umano è un insieme complesso, ogni disturbo o problema di una sua parte si riflette sulle altre, per questo qualche volta è più facile ed efficace agire sul riflesso per risolvere il problema.

Nel mondo contemporaneo si dà troppa importanza alla testa e troppo poca ai piedi. Le attività intellettuali spesso sono sedentarie, si praticano in ambienti chiusi, in orari non sempre ottimali.

Le calzature vengono scelte per il loro valore estetico e non per il beneficio dei piedi, inoltre è troppo diffuso l’uso di materiale non naturale per la fabbricazione delle scarpe, cosa che impedisce ai piedi di respirare, indebolendoli e rendendoli soggetti a malattie.

Quando piedi e talloni sono ben sviluppati e si appoggiano nel modo giusto, la colonna vertebrale assume una posizione corretta. E’ più facile alzare la testa e sviluppare l’intelligenza. Infatti c’è un collegamento tra tallone e il cervello: le vibrazioni del primo, attraverso la posizione e l’equilibrio ideali il 60% del peso corporeo deve gravare sul tallone ed il 40% sulla parte anteriore del piede: 20% sul primo metatarso e 20% sul quinto.

Se si sposta il peso in avanti sulle punte, per esempio indossando scarpe col tacco alto, si assume una postura non salutare: col tempo il Tendine d’Achille si accorcia e, di riflesso, la colonna e gli organi interni risultano compressi. Inoltre la visione del Mondo assume un angolo particolare perché lo sguardo punta verso il basso, cioè per guardare il cielo è necessario un certo sforzo. I soggetti con questa postura curano molto l’aspetto pratico e terra – terra della vita, ma hanno difficoltà con le esigenze spirituali.

Se invece il peso sui talloni eccede di 60% si tende a vedere solo il cielo e a dimenticare la terra (con le spalle indietro). Ottimo per il benessere spirituale ma manca lo spirito pratico. 

Insomma ci vogliono equilibrio ed armonia.

LIVELLI DI PROFONDITA’ DEL MASSAGGIO

MO (PALPARE)

mendicante – livello cielo – sulla pelle – sistema nervoso e circolatorio

ON (MASSAGGIARE)

nomade – livello uomo – arriva al muscolo – organi/funzioni

HA (PREMERE)

monaco – livello terra – arriva all’osso – agisce su tutta la persona

Questo permette a ciascuno di imparare una tecnica di manipolazione ma, cosa più importante, di scoprire qual è la sua armonia specifica: se quella del mendicante, del nomade o del monaco.

Ciascun tipo di manipolazione dipende da chi la pratica che secondo la propria natura intrinseca è in grado di adattarla alla situazione del ricevente e alle sue specifiche esigenze.

Suggerimenti per chi pratica

Il risultato non dipende tanto dalla bravura del massaggiatore, quanto dal rapporto che si è instaurato tra praticante e ricevente e dalle reali necessità e possibilità di chi riceve. Si può aiutare solo chi può e vuole essere aiutato e solo rispettandolo anche se il suo concetto di armonia e benessere è diversa dalla nostra. L’aiuto sarà tanto più efficace quanto più il praticante saprà liberarsi dei suoi pregiudizi e capire la realtà del benessere necessario al ricevente.
I migliori risultati si ottengono quando sia il terapista che il ricevente hanno l’intestino e la vescica liberi e durante il trattamento stanno in posizione comoda.
Il trattamento deve durare almeno 20 minuti per piede che deve essere trattato completamente. E’ necessario iniziare con un’apertura, cioè da quelle manovre preliminari che rappresentano un prologo. Alla fine del trattamento, sia il ricevente che il terapista devono riposare per qualche minuto. Nelle donne si inizia dal piede destro e negli uomini da quello sinistro. Vanno sempre trattati tutti e due i piedi. Se manca il tempo si può ridurre il tempo di manipolazione dei piedi, con percorsi semplificati.
Sarebbe meglio evitare nelle prime sedute che il ricevente faccia un pediluvio, in quanto l’odore fornisce degli indizi per procedere nel trattamento. In ogni caso, mai imporsi al ricevente: se si sente più a suo agio se si lava i piedi prima di affidarli a chi pratica il trattamento, è necessario accontentarlo.

Il pediluvio è comunque un’ottima abitudine: al mattino freddo (manda l’energia alla testa, sveglia) ed alla sera caldo (toglie l’energia dalla testa e rilassa), addirittura caldissimo ai limiti della tollerabilità, tenendo i piedi dentro finche vengono rossi, in caso di insonnia o di sonno inquieto.
Per scaldare le mani prima di un trattamento occorre accarezzare molto lentamente col dito medio il dorso delle dita chiuse a pugno dell’altra mano, oppure si possono sfregare l’una contro l’altra o immergerle in acqua calda. Chi riceve il trattamento si infastidisce al contatto di mani gelate e questo pregiudica il risultato.
Trattare con la mano destra il piede destro, e con la mano sinistra il piede sinistro, tranne quando si devono compiere manovre verso l’esterno. La regola può essere aggirata se il praticante trova qualche difficoltà o scomodità nel seguirla, oppure se una mano non è sufficientemente abile.
In genere un trattamento dovrebbe prevedere 10/12 sedute con cadenza settimanale o al massimo due alla settimana. Per mantenere il benessere sarebbe bene suggerire al ricevente dei cicli più brevi dopo sei-sette mesi.
Il trattamento delle donne non va sospeso durante le mestruazioni; se invece la ricevente è gravida bisogna evitare il massaggio nella fascia delle caviglie.
E’ possibile che dopo il primo trattamento si verifichi un peggioramento delle condizioni del ricevente che successivamente si risolve, si tratta di una forma di resistenza inconscia messa in atto dal ricevente, è un buon segno, significa che il praticante ha individuato correttamente il problema.
Guardare la forma dei piedi: devono formare un quadrato che contenga un ipotetico 3° piede al centro, le dita devono essere distese e gli alluci dritti. Il 2° dito deve puntare in avanti. La funzione principale tra tutte le dita dei piedi la svolge l’alluce: senza di esso non ci si può muovere bene; in Cina si chiama “dito padre” ed è associato al maschile (il dito madre è il pollice della mano ed è associato al femminile),il 5° dito è il dito “figlia”.

Sentire l’odore dei piedi prima del trattamento, toccarli per controllare se sono sudati o freddi……
Nel massaggio, il modo di dare, è un arte: l’arte di trovare la misura giusta per chi massaggia e per chi viene massaggiato. Per ogni persona bisogna trovare la misura giusta. L’arte è molto più che tecnica. Comunque il massaggio non può fare danno, come già detto l’eventuale peggioramento iniziale è solo temporaneo e sarebbe insorto comunque, nel tempo, anche senza il massaggio.
Si può dire che una pressione forte e profonda agisce sul piano fisico mentre una pressione lieve e superficiale agisce sul piano emotivo e sul sistema nervoso.
Talvolta quando le manipolazioni incrociano il problema del ricevente, il ricevente prova dolore, soprattutto la prima volta, in tal caso è necessario procedere fino al massimo della sopportazione, secondo la regola: maggiore è il dolore momentaneo, più benefica sarà la cura. E’ necessario ottenere il consenso euna certa complicità del ricevente e scusarsi con lui o lei.
È la respirazione a dettare il ritmo del trattamento: l’ideale è che quella del ricevente e quella del praticante si omologhino, questo succede naturalmente durante la seduta, prima che questo accada il praticante si basa sulla propria premendo in espirazione. Ritmicamente e piuttosto lentamente, si può accompagnare il massaggio con il movimento lieve di tutto il proprio corpo. Rilassa la persona massaggiata e stanca di meno chi esegue il trattamento. Lo stesso movimento si ripete minimo 9 volte, massimo 15, a seconda dell’esigenza. Se la parte toccata fa male, l’ideale sarebbe ripetere la manovra dolorosa fino a che il dolore scompare, naturalmente se il ricevente è disposto a sopportarlo.

Se si usa una mano sola per il trattamento, l’altra va utilizzata per tenere fermo il piede, gentilmente ma con decisione (es. sul dorso o sulla tibia).
La base del massaggio è sempre 9. Il numero 9 è il massimo Yang, il massimo cioè prima di cambiare e diventare Yin. 
Dopo il trattamento ai piedi, lasciare che il corpo lavori facendo attenzione ai cambiamenti.
Si può eseguire una mappa completa scelta sulla base della valutazione del ricevente fatta dal praticante, oppure si può studiare una ricetta mirata, sempre sulla stessa base. La ricetta mirata consiste nella scelta delle manipolazioni, delle varie mappe, che il praticante ritiene maggiormente adatte ai problemi del ricevente.
Per una terapia mirata, è necessario eseguire le manipolazioni adeguate oltre le 9 volte della regola generale, si può arrivare a 10/15 minuti per piede.
In caso di perdita di sensi, svenimento, sonnolenza, abbassamento di pressione battere il tallone gentilmente ma con decisione più volte.
Curiosità: camminando si stimolano gli organi interni; vengono le idee; si fa circolare energia ed il sangue; il cervello è più fresco. Camminare è l’azione più salutare che si possa svolgere, soprattutto se si può farla in un ambiente poco inquinato.