Tecniche di Moxibustione

Tecniche di Moxibustione

Dal punto di vista terminologico la Moxibustione si divide in due parti.

Jiu Riu

Tecnica di cauterizzazione, ormai poco diffusa, che prevede l’ustione e la relativa cauterizzazione del punto oggetto del trattamento. Tutto ciò allo scopo di far “spurgare la ferita” per evitare che il soggetto venisse aggredito dalle energie prevaricanti.

Jiu Fa

Tecnica del calore fuoco, utilizzata tutt’oggi nell’intento di scaldare per espellere il freddo, tutte le Xie qi (energie prevaricanti) oltre che l’umidità. Tecnica molto utilizzata per quegli aspetti di stasi e di umidità in genere su tutti gli aspetti legati alla Milza.


La Moxa si fa con l’Artemisia. Una delle tavole che ci vengono tramandate sono quelle del “Ben Cao Gang Mu” sostanzialmente un testo classico dove viene descritto tutto quello che succede nella farmacopea, tutte le piante che vengono usate nella farmacopea. Per quanto riguarda la Moxibustione che è l’utilizzare il fuoco attraverso questa pianta.

L’artemisia, nello specifico il “Dragoncello”, non ha dei grandi poteri farmacologici, me ha una blanda azione tonificante e febrifuga e, sostanzialmente, non viene utilizzata per questo. La trasformazione di questa pianta viene utilizzata perché quando si incendia questa erba, la lana che si forma brucia molto lentamente e produce un calore controllato. In modo particolare lo spettro che si sprigiona è molto vicino a quello degli infrarossi, ovvero molto vicino a quelle macchine che si utilizzano nelle terapie Occidentali per le dolorosità.

La pianta viene prima di tutto trattata e viene formata una specie di lana, questa lana viene compressa, viene premuta con una sorta di macchinario e intorno gli viene messo una carta di riso che brucia lentamente. E quindi viene formato quello che si chiama il sigaro che in cinese viene chiamato “GAO”. GAO è il sigaro della Moxibustione fatto di questa lana di Artemisia.

Storicamente il termine Moxa si è sovrapposto al termine GAO. Dal 1500 si identifica con il termine GAO la Moxa indiretta mediante il sigaro, mediante questo tipo di approccio. Con il termine Moxa si identifica invece la tecnica dell’uso della lana di Artemisia mediante i conini che è una tecnica successiva. Cioè i cinesi hanno visto che questa pianta trattata in un certo modo bruciava lentamente e hanno preso questa pianta e l’hanno conformata a secondo delle loro esigenze.

Hanno fatto questo sigaro, questo sigaro si incendia, forma una sorta di tizzone ardente, circa 700°, quindi quando si fa la Moxa non bisogna stare attenti, di più… e questo sigaro si consuma molto lentamente, rilasciando quindi un calore controllato. Questo sigaro si chiama GAO e questo calore si fa con le prime due tecniche base. Si applica chiaramente in modo indiretto ai punti che vogliamo trattare.

Successivamente i giapponesi non hanno preso il sigaro ma hanno preso direttamente la lana di Artemisia e hanno fatto una tecnica attraverso i conini, una tecnica attraverso la quale si possono stimolare i punti e non riscaldarli. La stimolazione è abbastanza simile a quella che avviene attraverso l’Agopuntura, un intervento molto importante ma è una tecnica evoluta.


Il libro “Ben Cao Gang Mu” descrive l’Artemisia in questo modo:

“L’Artemisia ha sapore amaro e piccante (se viene usato in farmacopea) produce calore, è di natura Yang, serve per recuperare lo Yang esaurito (far si che lo Yin si manifesti di più) regola la circolazione dei 12 Meridiani Principali e raggiunge i tre Yin” i tre Yin del basso” migliora la circolazione del qi e del Xue (Sangue), elimina il Freddo e l’Umidità, riscalda l’Utero, arresta i sanguinamenti, riscalda la Milza – pi e lo Stomaco – wei, regola le mestruazioni, aiuta l’uscita del feto. Il fuoco di Artemisia penetra in tutti i Meridiani, e tratta cento tipi di malattie…..”

Famosi detti cinesi

“Quando l’Agopuntura non funziona più, si utilizza la Moxa”

“Quando la malattia è grave applicare la Moxibustione”

“La Moxibustione è il primo intervento per salvare la vita”