Cranio Sacrale

La terapia craniosacrale (TCS) è una tecnica che si attua tenendo fra le mani delicatamente il cranio e il sacro, compiendo su essi movimenti appena percettibili. L’azione manuale della TCS è così delicata e leggera, da essere il miglior esempio delle cosiddette “terapie dolci”, che affermano di conseguire grandi benefici con interventi non aggressivi e sicuri.

I terapisti craniosacrali affermano che le lievi manipolazioni della TCS agiscano sul liquido cerebrospinale (il fluido che circonda encefalo e midollo spinale, con funzioni protettive e legate alla perfusione, chiamato anche liquor), influenzandone pressione e dinamica circolatoria.

Il fondatore della moderna TCS, John Upledger, un osteopata, è una delle personalità più note della medicina complementare e alternativa. Ha basato le sue teorie su concezioni risalenti a molto tempo addietro. Upledger dice che “la TCS “avora con i ritmi unici e naturali dei nostri diversi sistemi corporei per individuare e correggere i problemi originari”.

Oggi il termine “cranio-sacrale” purtroppo è spesso abusato ed unito a metodiche o terapie che non corrispondono alla tecnica/terapia del Dott. Upledger.

Le origini

L’osteopatia nasce negli USA con Andrew Taylor Still (1828-1917), ingegnere prima e poi, interessato all’attività di suo padre, medico e pastore metodista, a sua volta inizia gli studi di medicina.

Le sue scoperte di nuovi rapporti tra i criteri di salute e di malattia, di integrità e di allineamento strutturale, del ruolo della circolazione dei fluidi, dell’enfasi sulla capacità del corpo di autoguarigione, sono un supporto fondamentale della visione Olistica nel campo delle medicine o metodiche manuali.

“Il corpo umano non funziona per unità separate, ma come un tutto armonioso. Il corpo produce tutte le sostanze che servono alla sua integrità fisica. Il corpo possiede un potere di auto-regolazione e di auto-guarigione.” A.T. Still.

Verso l’inizio del XX secolo, un suo allievo, uno studente dell’ultimo anno della Scuola Americana di Osteopatia di Kirksville, William Gardner Sutherland, stava esaminando un insieme di ossa disarticolate di un teschio umano nel laboratorio del suo istituto.

A Sutherland, come ad altri studenti della sua epoca, era stato insegnato che le ossa craniche dell’adulto non si muovono perché le loro suture sono fuse saldamente da calcificazioni, e che il cranio si limiterebbe a svolgere una funzione protettiva ed ematopoietica (formazione di globuli rossi, bianchi o leucociti e piastrine).

Tuttavia, egli osservò che stava tenendo in mano ossa di adulto che si erano separate facilmente l’una dall’altra.

Sutherland fu colpito, inoltre, dalla disposizione anatomica delle ossa del cranio umano; era dell’opinione che la loro disposizione fosse tale da favorirne il movimento. Si accorse, infatti, che alcune suture delle ossa del cranio assomigliavano alle branchie di un pesce ed erano state progettate per un movimento respiratorio.

Egli progettò un tipo di casco fatto di bende di lino e cinghie di cuoio, che poteva essere stretto in varie posizioni, per evitare che avesse luogo qualsiasi potenziale movimento craniale. Strinse le cinghie prima in una direzione e poi in altre e dopo poco cominciò ad accusare cefalee e disturbi dell’apparato digerente, nausea e disorientamento.

Ma allo stesso tempo notò che quando le cinghie del casco erano strette in certe posizioni aveva un gran senso di sollievo ed un miglioramento della circolazione sanguigna del cranio. Dopo molti mesi passati a tendere e restringere le ossa del suo cranio il dr Sutherland arrivò alla conclusione di questa ricerca con la convinzione assoluta che le ossa del cranio dell’adulto si muovono.

Attorno al 1970 un altro osteopata, John E. Upledger, studente della stessa scuola frequentata dal dr Sutherland, si occupò intensamente del ritmo cranico apprendendo determinate tecniche specifiche manipolative.

Molti anni dopo, nella sua pratica della professione medica in Florida, il dr Upledger assisté un neurologo durante un intervento chirurgico su un suo paziente. Egli raccontò di essersi stupito nel notare un movimento inatteso nel tessuto che protegge il midollo spinale.

Gli fu chiesto di tenere separata una parte del sistema membranoso durale che avvolge la spina dorsale, mentre il chirurgo cercava di rimuovere un’escrescenza di calcio. Il Dr. Upledger, imbarazzato, non riuscì a tenere ferma la membrana che si muoveva ritmicamente sotto le sue dita.

Dopo questa esperienza volle approfondire e perfezionare le sue conoscenze sull’osteopatia craniale. In seguito ha sviluppato alcune prospettive chiare e pratiche, riguardanti l’impatto del trauma sul meccanismo respiratorio primario, e un approccio, mente-corpo per operare con le esperienze traumatiche, chiamato somato- emotionalrelease (liberazione-somato-emozionale).

Benefici e controindicazioni

Si ricorre al trattamento cranio sacrale come coadiuvante di alcune patologie, come il mal di schiena o più nello specifico sciatalgia, lombalgia, emicranie, colpi di frusta o dolori post-parto.

In realtà esso è anche un ottimo strumento di controllo e di prevenzione a cui ricorrere periodicamente nel corso della vita. Aiuta a migliorare la postura, lo stato dei muscoli, dell’apparato gastroenterico e della respirazione.

Viene svolto manualmente dall’operatore tramite un tocco leggero alle ossa craniche e lungo tutta la colonna vertebrale. Favorisce il riequilibrio del dolore o fastidio. Il trattamento effettuato va ad agire in maniera profonda sul sistema nervoso, inducendo uno stato di benessere generale, a livello fisico ed emotivo, influenzando anche il sistema ormonale e quello immunitario.

Le controindicazioni sono costituite da tutte le lesioni anatomiche gravi e le urgenze mediche: in questi casi le sole difese dell’organismo non sono sufficienti.
Il massaggio va evitato in caso di: emorragie intracraniche, aneurismi, fratture craniche, febbre, neoplasie, alterazioni ella pressione intracranica.

Oli essenziali e fiori di Bach

Durante il Massaggio Cranio Sacrale è consigliato l’uso di oli essenziali in aroma diffusione e i fiori di Bach.

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Il trattamento Craniosacrale può aumentare l’azione di ripresa contro ansia e depressione, soprattutto grazie alla riduzione notevole della tensione muscolare.

Con il tocco, l’operatore ha anche la possibilità di andare a stimolare alcuni punti specifici, che possono essere correlati anche alle emozioni e alle difficoltà nel rilassare la mente.

Inoltre, in questi casi, chi  si occuperà del trattamento, indicarà al ricevente come respirare e come collaborare al trattamento in modo attivo.

Fattori come stress emotivo, tensioni cervicali, affaticamento visivo possono contribuire allo sviluppo di fastidiosi mal di testa. I trattamenti cranio sacrali possono aiutare a ridurre la pressione intorno al cranio, così da alleviare il dolore. Bastano 30 giorni di trattamento per dimenticarsi dei brutti mal di testa legati a stress e stanchezza.

È stato dimostrato che il trattamento cranio sacrale contribuisce a migliorare la qualità della vita e ridurre l’ansia nei riceventi affetti da fibromialgia. Sono stati notati cambiamenti nel verificarsi di episodi di dolore e difficoltà ad addormentarsi. I benefici aumentano con il protrarsi dei trattamenti. L’impatto maggiore, infatti, è stato riscontrato nei riceventi seguiti da almeno un anno.

Prima di sottoporvi a sedute di trattamenti cranio sacrale, siate sempre certi che  vengano effettuati da professionisti certificati.